JIKISHINKAN DOJO
 
Il KENDO è la più antica arte marziale e, insieme al Sumo, unica autoctona del Giappone. E’ una via per la formazione dell'essere umano, attraverso la pratica e lo studio dei principi della spada giapponese.
Quindi, uno stile di vita, una filosofia interiore che si esprime attraverso l’uso della spada, non fine a se stesso ma finalizzato ad educare il corpo, la mente e lo spirito, un’arte marziale interna ed esterna che si fonde ad un livello insolubile, ma soprattutto che si accompagna alla vita e le va accanto.
L’impegno nell’allenamento è diretto allo sviluppo della maturità spirituale dell’individuo, a sviluppare la sua abilità interiore, una condizione che porta al pensiero riflessivo e all’introspezione; dalla fusione di tecnica e spirito si può iniziare il cammino lungo la via della spada.

Ma il KENDO è anche sport che però conserva molti aspetti - quali le buone maniere, la cortesia, l’accettazione della vittoria o della sconfitta con serenità - che nelle discipline sportive di oggi, indirizzate all’agonismo più estremo piuttosto che all’educazione e alla crescita dell’individuo, vengono tralasciate.
Si pratica utilizzando lo shinai, un bastone formato da quattro canne di bambù, in sostituzione della vera e propria spada, la katana. Durante l’allenamento il corpo viene protetto da una armatura (bogu), formata da maschera (men), corpetto (do), guanti (kote) e un paraventre (tare).

Le virtù essenziali del KENDO si possono condensare in:


benevolenza
giustizia
etichetta
correttezza
saggezza
sincerità

Il modo di agire di un buon kendoka deve sempre tener conto di questi elementi; non rispettarli o trascurarli significa non praticare correttamente il Kendo e quindi, col tempo, perdere il contatto con la vera disciplina.

STORIA DEL KENDO

La storia della spada Giapponese e quindi del KENDO è strettamente collegata con quella del Giappone.
Perciò vogliamo passare in rassegna le varie epoche storiche per capire le ragioni dell’evoluzione delle tecniche di spada.

Epoca delle Tombe Antiche (III secolo)
Si usano spade simili a quelle cinesi, più corte della katana, ad uno o due tagli.

Epoca Aska e Hakoku (VI-VII secolo)
Per difendersi dagli attacchi di Cina e Corea, il Giappone istituisce un regime militare, ma è ancora troppo presto per parlare di tecniche di spada ben definite.

Epoca Nara (650-793)
E’ il periodo della Nobiltà non guerriera, decade lo studio delle tecniche di spada.

Epoca Heian (794-1191)
Incomincia l’avanzamento della classe guerriera, che, inizialmente, è di basso livello sociale. La Nobiltà non guerriera utilizza, per risolvere le proprie contese, i soldati che così acquisiscono un grande potere.
Intorno alla metà di quest’epoca la Nobiltà è in declino, mentre assumono importanza le famiglie guerriere dei Genji e Heike; l’epoca finisce con la lotta tra questi due Clan. E’ in questo periodo che la spada inizia la sua trasformazione, diventa molto lunga e con grande curvatura.

Epoca Kamakura (1192-1336)
Inizia il dominio dell’Aristocrazia Guerriera, il potere passa nella mano dei Bushi (guerrieri) e nasce il primo governo Bushi. La spada conosce una grande evoluzione, infatti sono di questo periodo le più belle lame forgiate in Giappone dai più grandi artigiani spadai come Gotoba, Norimune e Musamune, ma ancora non è tempo per codificarne le tecniche.

Epoca Muromachi o Ashikaga (1337-1573)
In questa epoca nasce la figura del combattente professionista, il Samurai e del Maestro di Spada come viene riportato dalla tradizione.
Per capire quale importante potesse avere la spada nella vita di un Guerriero è necessario sapere come si volgevano le battaglie in Giappone.
I soldati si lanciavano uno contro l’altro ma senza veri duelli individuali per cui le tecniche di spada erano poco curate, erano più importanti l’arco e la lancia. Poi però dalla metà del XV secolo cambiano radicalmente le tattiche di guerra, l’abilità nell’uso della spada assume rilevanza soprattutto per i Guerrieri Nobili, poiché chiunque eccellesse nel combattimento poteva conquistare un notevole potere e diventare Daymio (Signore).
L’insieme di questi due elementi divenne importantissimo per lo studio del maneggio della spada; nasce così la figura del Maestro per insegnare le tecniche da combattimento. I Daymio ingaggiano Maestri per addestrare i propri Samurai. Ma il Maestro non insegna tutte le tecniche ai discepoli, riserva i “colpi segreti” per un solo allievo che, alla sua morte, ne diventa il successore.
Nascono così numerose scuole e si codficano le varie tecniche nei kata.
Crescono i forgiatori e il numero delle spade, ma la qualità sarà inferiore a quella del periodo Kamakura.

Epoca Azuki-Momoyama (1574-1602)
Risalgono a questo periodo le leggendarie virtù dei Samurai, come i generali Nobunaga e Hideyoshi, nascono anche Grandi Maestri con conseguente grande evoluzione dell’arte della spada.

Epoca Edo (1603-1867)
Nascono tra 200 e 1700 scuole di scherma ed in questo periodo il Budo si identifica quasi esclusivamente nel Kendo.
E’ un’epoca di pace, non vi sono più guerre e il Samurai non si dedica più alla tecnica per uccidere il nemico ma per migliorare se stesso. Si passa così gradualmente dal kenjitsu al kendo. Verso la metà del 1700 compaiono, ad opera del M° Nakanishi Chuta le prime shinai, mentre le protezioni sarebbero opera di Yamada Heizaemon. E’ in questa epoca che il Kendo si afferma radicalmente nella società Giapponese.

Epoca Meiji (1868-1911)
Il Giappone apre i propri confini agli stranieri e ciò porta ad una vera rivoluzione sociale. I Daymio perdono i loro poteri, viene abolita la legge katanagari emanata da Hideyoshi che consentiva ai Samurai di portare la spada in pubblico e l’Aristocrazia Guerriera non comanda più. Avviene anche una decandenza del Kendo, ma fortunatamente non scompare del tutto e i pochi praticanti che restano godono sempre di molta stima.

Nel 1895 nasce il Dai Nippon Butokukai, poi alcuni tra i più grandi Maestri come Nakayama Hakudo, Takano Sasaburo, studiano le varie scuole che riuniranno, nel 1928, in unica grande organizzazione, la Zennihon Kendo Renmei.
Verso la fine di questa epoca ricomincia la diffusione del Kendo.

Epoca Taisho (1911-1926)
Il Governo Giapponese spinge la divulgazione del Kendo per esortare lo spirito guerriero e patriottico del popolo; (è il periodo delle guerre espansionistiche del Giappone).

Epoca Showa (1926-oggi)
Il Kendo dura sino alla seconda guerra mondiale, quando, con la sconfitta del Giappone, viene imposta l’abolizione della pratica delle arti marziali ed in particolare del Kendo. Ciò nonostante, cambiandone il nome in shinai-kyogi, se ne continua la pratica sottoforma di disciplina sportiva, salvaguardandone così la sostanza.
Negli anni ’50 si abbandona il nome shinai-kyogi per ritornare a quello di KENDO, riappare la Zennihon Kendo Renmei ed il Kendo si sviluppa enormemente. Nel 1971 nasce la International Kendo Federation con il fine di diffondere il Kendo a livello mondiale.
Attualmente per i Giapponesi è l’arte marziale per eccellenza con lo scopo di formare i suoi praticanti nel corpo e nella mente, migliorando il modo stesso di intendere la vita, anzi procedendole accanto.