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Jiki Shin Kore Dōjō (M. Valentini)

“Opportunità: sostantivo femminile; la presenza di una o più circostanze o di condizioni appropriate o favorevoli al concretarsi di un’azione, aspettare, cogliere.”

In questo lungo periodo passato lontano dalle nostre abitudini ci siamo dovuti reinventare, ognuno di noi ha cercato a suo modo di occupare quegli spazi vuoti lasciati appunto dalle abitudini: il lavoro di tutti i giorni, il Dōjō il lunedì e il mercoledì, la corsa, le sere libere, gli amici nel fine settimana.

Potremmo andare avanti a scrivere intere pagine di abitudini a cui abbiamo dovuto fare a meno, alcune banali altre invece molto importanti.

Per me non è stato diverso! Come tutti mi sono adattato, ma fin da subito mi è stato chiaro che dovevo trovare e cogliere le opportunità figlie della situazione.

In realtà non sono stato molto rapido a capire quali opportunità mi si presentavano e ho avuto un paio di settimane di stallo. Molte ne venivano a mancare, ma di nuove ne nascevano e ne nascono ogni istante, sta a noi far parte di quella schiera ingegnosa di uomini che cercano e trovano.

“JIKI SHIN KORE DŌJŌ”

Ho letto per la prima volta questa frase alcuni anni fa, su un libro tradotto in italiano dal giapponese da un caro amico, E. Fongaro, dal titolo “Kendō, introduzione alla pratica” di Kanzaki Hiroshi.

Il libro in questione è il risultato degli sforzi di un uomo che ha colto una grande opportunità e l’ha saputa concretizzare nonostante le difficoltà incontrate durante il percorso. Non lo ringrazierò mai abbastanza per l’insegnamento datomi in quell’occasione, grazie Sensei!

Il significato di questa frase in italiano è: lo spirito sincero è il Dōjō.

Per chi non conoscesse il termine Dōjō ricordo che con questo termine, che deriva dal buddhismo, si intende il luogo in cui si pratica la Via. In passato era un luogo ben definito e adibito al solo studio delle Vie (DŌ in giapponese), mentre oggi, molto spesso e soprattutto fuori dal Giappone, è ricavato in spazi comuni come le palestre.

Capite bene che per un praticante di Iaidō, come sono io, andare nel proprio Dōjō è una di quelle abitudini molto importanti che ci accompagnano per tutta la vita.

Il dover rinunciare al Dōjō all’inizio mi ha fatto male. Ho sempre studiato a casa, ma non potermi recare in un luogo ben definito con i miei compagni per praticare mi aveva come addormentato. Per più di una settimana non sono riuscito a concentrarmi sull’allenamento, eppure dopo tanti anni non facevo fatica ad allenarmi da solo; stare chiusi in casa però mi dava fastidio, ecco mi dava proprio fastidio!

Una sera ricevo una telefonata, era il mio Sensei che stava organizzano un allenamento online. Ancora una volta quell’uomo coglieva un’opportunità eccezionale nata in una situazione difficile. Anche in questo caso, ovviamente, io non sono stato velocissimo nel cogliere l’opportunità e alla prime lezioni non ho partecipato!

Pessimo allievo, Massimo sei un pessimo allievo…

Ma proprio quando non cercavo, la presenza di circostanze favorevoli mi hanno portato a vedere l’opportunità che avevo davanti agli occhi da giorni.

Mi salta in mano un vecchio libricino di appunti, che riportava questo:

 

12-03-2011 Miyazaki Sensei

Jiki Shin Kore Dōjō

Dōjō non è solo dove si pratica, ma ovunque è Dōjō; la propria famiglia, il proprio lavoro ecc…

il fatto di non andare in palestra non deve essere una scusa, ci si può allenare ovunque

  

A distanza di un anno dal primo incontro con questa frase, avevo preso un appunto durante uno stage di Iaidō con il maestro Miyazaki che riportava le stesse parole lette sul libro di Kanzaki.

Non potevo più fare finta di nulla, il messaggio era chiaro, in quanto praticante, o presunto tale, non potevo non seguire l’insegnamento di non uno, non due, ma ben tre maestri.

Il sabato successivo ero presente ad allenamento, cercando di cogliere l’ opportunita figlia di questa situazione.

Rispolverando l’insegnamento “Jiki Shin Kore Dōjō”, che in realtà mi accompagna ormai da dieci anni, ho trasformato per qualche ora alla settimana la camera da letto in un piccolo Dōjō e trascorrendo il tempo online con i miei compagni si sono create innumerevoli opportunità che sicuramente in un futuro si concretizzeranno.

Anche se lontano riesco a percepire la profondità degli insegnamenti del Sensei e ho iniziato a vedere i miei Kōhai tre sere a settimana e il loro entusiasmo mi dà forza per concretizzare i miei obbiettivi futuri.

Ho voluto condividere quest’esperienza perché ritengo sia un fondamento nello studio del Budō, una ricerca così importante quella di un “animo sincero” che non ha bisogno di un luogo specifico per essere svolta.

Cogliete dunque anche voi l’opportunità che vi si presenta e, se vi riesce, fatelo più in fretta di me!

A volte è semplicemente l’opportunità di ringraziare qualcuno, altre è l’opportunità di una vita, quella che passa una volta sola.

Alimentate il vostro spirito sincero!

Non posso esimermi dal ringraziare il mio Sensei Serafino Mellone, senza di lui non sarei chi sono oggi.

Jiki Shin Kore Dōjō

 

Maggio 2020

M. Valentini.

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