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Esami di Iaidō: criteri ed obiettivi

Ringraziando Carlo Sappino per la gentile concessione alla pubblicazione e sperando che possano essere di aiuto ai praticanti nella loro preparazione, riportiamo nel seguito alcune sue note e commenti su quali siano i punti da tenere presente in occasione degli esami di Iaidō ai diversi livelli.


Questi appunti vogliono essere d’aiuto ai praticanti che si pongono la domanda: “cosa devo sapere e saper fare per affrontare il mio prossimo esame?”
Essi si basano sugli insegnamenti dei maestri che in questi anni ho avuto il piacere di seguire ed ai quali ho potuto porre domande in merito.
Non sono certo esaustivi, chiunque interessato all’argomento è bene che chieda al proprio insegnante e si attenga alle sue indicazioni, ma possono essere uno spunto, un punto di partenza per cominciare a focalizzare l’attenzione su determinati aspetti della progressione nei gradi.
Chiunque rilevasse imprecisioni ed errori, me lo segnali.

 

IKKYU – 1.mo kyu

1) Corretto abbigliamento

  • Iaidogi ed hakama devono essere dello stesso colore, nero o bianco.
  • Per i gradi bassi è consentito l’uso di un kendogi blu.
  • L’obi deve essere in tinta con l’abbigliamento o almeno di tonalità simile e non deve creare contrasto.

2) Corretta postura e corretto reiho

  • Keito shisei: posizione eretta.
    Mantenere la schiena eretta con la testa alta.
    Tenere la spada sull’anca sinistra in modo che la saya formi un angolo di 45 gradi sullÕorizzontale e la tsukagashira sia frontalmente al centro del corpo.
    Il braccio destro sarà posizionato lungo sul fianco destro con le spalle ben aperte.
  • Ayumi ashi: nel muoversi dalla posizione di partenza verso il kaeshisen, sia per un esame che in gara, si avanza con ayumi ashi, passi alternati, badando di appoggiare a terra prima la parte anteriore del piede e non il tallone.
    Analogamente arretrando, si solleva il tallone e si spinge il corpo all’indietro con la parte anteriore del piede.
  • Shomen ni rei: nel passare la spada da un fianco all’altro mantenere un percorso orizzontale all’altezza dell’anca sinistra da dove si parte e si torna.
  • Seiza no shisei: posizione seduta sulle ginocchia.
    Mantenere la schiena eretta con la testa alta col bacino ruotato in avanti.
    Non accasciarsi sui talloni, ma mantenere una leggera contrazione dei muscoli dell’interno coscia.
    Tenere le ginocchia a circa un pugno l’una dall’altra.
    Senza la spada i gomiti saranno chiusi e le mani appoggiate, con le dita chiuse, con naturalezza sulle cosce.
    Con la spada, questa sarà tenuta appoggiata sulla coscia sinistra con la tsuba sulla linea centrale del corpo.
    Il pollice della mano sinistra sarà posizionato sulla parte superiore destra della tsuba.
    Il braccio e la mano destra saranno posizionati come in assenza di spada.
  • To rei: salutare la spada.
    Posizionare la spada a terra e riprenderla con le due mani contemporaneamente in modo che tsuba e kojiri arrivino o lascino assieme il pavimento.
    Nel maneggio del sageo non mostrare il palmo della mano.
    Mantenere lo sguardo sulla spada, solo nel koryu si mantiene lo sguardo sull’avversario, ma evitare di ruotare la testa a destra o sinistra durante tutta l’azione.
  • Taito/dato: indossare e togliere la spada.
    Portare il kojiri al centro del corpo con una inclinazione di circa 45 gradi. Inserire nell’obi, davanti al kojiri, il pollice sinistro che sostandosi a sinistra aprirà la strada alla saya.
    Appena il kojiri sarà fuori dallhakama mettere la mano sinistra sull’obi.
    Estratta la spada per il saluto finale, trovare la posizione dove poggiare a terra il kojiri in modo che rimanga il più fermo possibile e non debba scivolare sul pavimento portando a terra la spada.
    Curare che la spada sia posizionata centralmente rispetto al nostro corpo.
    Suggerimento peri principianti: mettete un elastico al centro della spada considerando la lunghezza totale compresa la tsuka ed usatelo come riferimento sia per il saluto iniziale che per quello finale.

3) Conoscere la sequenza dei 12 kata di seitei cercando di rispettare la corretta angolazione ed altezza dei tagli.

 


SHODAN – 1.mo dan

1) Valgono gli stessi punti sopra elencati, ma bisognerebbe mostrare più sicurezza e “familiarità” nell’esecuzione delle varie azioni.

2) Corretto nukitsuke: tagliare estraendo

  • La correttezza del taglio eseguito estraendo si ottiene soprattutto con un buon uso della mano sinistra che deve effettuare un sayabiki che sia funzionale per sayabanare e dare già la giusta angolazione per l’asuji del successivo taglio.
  • Nei tagli ad una mano (katate) è importante prima dare velocità alla punta, usando le dita della mano destra, per poi tagliare spostando il braccio.

3) Corretto kiritsuke: tagli verticali o diagonali. La correttezza del taglio eseguito con due mani (morote) dipende principalmente dall’uso della mano sinistra che chiudendo le dita partendo dal mignolo, prima di muovere le braccia, permette far partire correttamente la punta.

4) Corretto chiburi: azione con cui si esprime zanshin prima di noto. Al termine del grande chiburi compresi quelli eseguiti partendo da jodan o da hasso, curare che la lama sia a 45 gradi rispetto all’orizzontale con la punta rivolta leggermente verso il centro. In yoko chiburi fare attenzione a non portare all’indietro la mano destra ed a mantenere quasi orizzontale la lama.

5) Corretto noto: il rinfodero. Per eseguire l’azione in modo corretto occorre fare un buon syabiki con la mano sinistra e mantenere saya e spada il più orizzontali possibile (shinden).

 


NIDAN – 2.do dan

1) Valgono gli stessi punti sopra elencati, l’esecuzione deve essere più accurata e precisa.

2) conoscenza abbastanza corretta dei 12 kata di seitei.
Particolare attenzione va posta sulla correttezza dei tagli dal punto di vista delle altezze e delle angolazioni.
L’esecuzione deve essere più accurata e precisa.

 


SANDAN – 3.zo dan

1) Valgono gli stessi punti sopra elencati, ma l’esecuzione deve essere accurata e precisa.

2) conoscenza corretta dei 12 kata di seitei, in particolare sarà importante ottenere un corretto hasuji nei tagli.

3) mostrare sufficiente correttezza nell’esecuzione di un kata di koryu, preferibilmente il primo della prima serie del proprio koryu (shohatto per shinden, mae per jikiden).

 


YONDAN – 4.to dan

1) Valgono tutti i punti sopra elencati.

2) La conoscenza dei kata di seitei deve essere completa in tutti i passaggi. In particolare sarà necessario:

  • Mostrare consapevolezza dell’avversario con un corretto metsuke.
  • Mantenere il “centro” in ogni azione evitando: spostamenti del peso, gravando maggiormente su un piede rispetto all’altro, oscillazioni avanti/dietro, importante soprattutto nelle rotazioni di 180 gradi sull’asse dello shomen, o oscillazioni laterali, o su e giù sull’asse verticale.
  • Tagliare al centro, ovvero sulla linea centrale del corpo.
  • Dare un ritmo, lento-veloce, ai kata.

3) Corretta esecuzione di un kata di koryu, il cui criterio di scelta è già stato illustrato sopra.

 


GODAN – 5.to dan

1) Valgono tutti i punti sopra elencati.

2) nell’esecuzione dei kata, sia di seitei che di koryu, sarà importante, oltre a tutti i punti già elencati in precedenza, mostrare un buon fighting spirit.

 

(Giugno 2017, Carlo Sappino – 5° dan Iaidō, 4° dan Kendō)

 

 

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