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Sul Kendō (di Kanzaki Hiroshi sensei)

In questi ultimi tempi il budō gode in Giappone di una rinnovata attenzione. Certamente sono molte le cause alle quali si può ricondurre questo fenomeno, ma in particolare il budō sembra venire rivalutato perché ci si attende che, tramite esso, torni ad essere riproposta la questione oggi purtroppo ampiamente trascurata di che cos’è il “kokoro“, un tempo motivo di orgoglio per i giapponesi. Non solo nel budō, infatti, ma in qualsiasi sport non può mancare lo spirito di fair play e chiunque viene toccato nell’intimo se gli capita di osservare una competizione che si svolge lealmente pur in una situazione di tensione portata al limite.

Ciò che differenzia lo sport ed il budō è il loro luogo di origine. Il budō non è semplicemente uno sport, ma una forma di cultura, è qualcosa che è stato creato nell’arco dei secoli in un determinato paese e che è stato tramandato fino ad oggi perché considerato qualcosa di importante da chi viveva lì.

Il budō e, al suo interno, il kendō sono nati in Giappone e il kendō è dunque una forma tradizionale di esercizio fisico e di cultura che si radica nello spirito giapponese. Il kendō come lo conosciamo oggi è il frutto di un lungo processo di metamorfosi. Originariamente si trattava di un insieme di tecniche efficaci per uccidere il nemico in battaglia. Ad epoche di continui conflitti seguì poi un lungo periodo di pace per cui il kendō si è evoluto con due fattori paralleli: da una parte è stato mantenuto l’intento di prevalere su un compagno, dall’altra si è aggiunta l’idea di plasmare l’umanità di chi lo pratica tramite un processo di ascesi.

E’ in virtù di un tale contenuto spirituale che il kendō (o il budō) influisce su chi lo pratica non solo per il tempo in cui si fa effettivamente kendō, ma anche nelle azioni e nel modo di pensare quotidiani. Chi pratica il kendō deve esserne orgoglioso e deve impegnarsi nell’allenamento conscio della reponsabilità di portare avanti una lunga tradizione e una storia antica.

da: “Kendō – Introduzione alla pratica”

di Kanzaki Hiroshi sensei – 8° dan kyoshi

Nasce il 10 agosto1960 nella città di Nobeoka, provincia di Miyazaki. Frequenta la Scuola Superiore di Nobeoka, passa all’Università di Tsukuba e studia nella Facoltà di Educazione Fisica. Conclusi gli studi, viene assunto all’Università per l’Educazione Fisica di Osaka, dove lavora tutt’ora. Comincia a praticare il kendō al primo anno della scuola elementare, quando entra nel dōjō Shumpukan di Nobeoka. Arriva una volta primo ed una volta secondo al Campionato Nazionale Studentesco, vince a squadre il Campionato Nazionale per Insegnanti, vince tre volte il Campionato Giapponese per le province, partecipa due volte al Campionato Giapponese e quattro volte al Campionato Est-Ovest, arriva terzo al Campionato Nazionale per settimi dan. Come insegnante ha portato i propri allievi a vincere più volte nei Campionati Nazionali Studenteschi, oltre a conseguire numerosi altri successi. Professore all’Università per l’educazione fisica di Osaka, ne dirige il gruppo di kendō . Kendō kyoshi ottavo dan. D.T. della Nazionale Femminile Giapponese, ai Campionati Mondiali del 1999 a San Paolo primo classificato individuale e a squadre.

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