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Il senso profondo dello Shodō

Il senso profondo dello Shodō non è solo nella forma della scrittura. Nōsho (Néng shū), eccellente calligrafia – eccellente calligrafo, indica la capacità di “realizzare pienamente le condizioni” per una buona calligrafia.  Nei Dialoghi (Lún yū) di Confucio è detto della poesia “far emergere ed esprimere il sentimento del cuore profondo”. Questo determina l’emozione, questo fa emozionare apprezzare o disprezzare attraverso il proprio cuore. È detto dell’educazione “avere una base di corretto atteggiamento”. Questo significa attraverso lo studio costruire se stessi. È detto della musica “schiacciare gli istinti sensuali e purificare il cuore”. Per questo studiando la musica si perfeziona la propria personalità. Comprendere la poesia, approfondire lo studio, coltivare il gusto musicale, questo è il segreto dello “scrivere bene”.

Raccolto dentro di sé questo sentimento poetico, diventa un canto interiore e allora, naturalmente, spontaneamente, il pennello esprime la risonanza dello spirito, l’agire diventa nobile, la qualità alta.

Il pennello si muove mu-shin, supera le forme ed esprime il centro delle immagini assolute, la forma spirituale. Così si può arrivare al limite ultimo del mu-i della natura. C’è una profonda affinità tra la musica, intesa come arte della composizione e lo Shodō, affinità che risiede nello spazio riservato all’”ascolto interiore”.

L’ambiente in cui viviamo è saturo di rumore, non si sentono più “i mille suoni della fitta foresta”, i suoni della natura, così le persone hanno dimenticato la capacità di ascoltare i “suoni” intorno, con quiete interiore. Molto efficace e molto simile all’atto di creare musica, lo Shodō aiuta a ritrovare ciò che abbiamo perduto. Il calligrafo, come il compositore, è come un avventuriero che cerca attraverso sé stesso. Coloro che non hanno la qualità, che sono superficiali, cercano solo esteriormente, seguono le mode, le “novità, ed alla fine spariscono dalla storia. Queste novità sono nuove solo in superficie, tolta la superficie non c’è nulla di nuovo. Meglio non seguire le mode. Meglio seguire la propria sincerità.

Il vero Shodō supera tempo e mode, sta oltre il tempo e le mode. Come la musica di Bach o Mozart che è di duecento anni fa e ancora oggi fa vibrare il nostro cuore. Come una calligrafia di Wáng Xîzhî che ancora oggi ci fa emozionare.

Questo ci fa sentire che è una cosa “vera”.

 

 

 

 

Koyama Tenshū (1927-2013)

 

 

fonte: Associazione culturale shodo.it

sito web: http://www.shodo.it/

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